La pasta alla Montecarlo rappresenta un autentico simbolo della cucina italiana degli anni Ottanta, un periodo in cui la creatività culinaria si univa a ingredienti di qualità per creare piatti memorabili. Questa ricetta, che sembrava destinata all’oblio, sta vivendo una straordinaria rinascita sulle tavole contemporanee, conquistando nuove generazioni di appassionati. Il suo successo risiede nella perfetta armonia tra la dolcezza del prosciutto cotto, la delicatezza della panna e l’eleganza dei piselli, il tutto avvolto da una generosa spolverata di parmigiano reggiano. Preparare questo piatto significa fare un viaggio nel tempo, riscoprendo sapori che hanno fatto la storia della gastronomia italiana e che oggi tornano prepotentemente di moda nei ristoranti più trendy. La semplicità di esecuzione si sposa con un risultato finale degno di un grande chef, rendendo questa preparazione ideale sia per una cena informale che per un’occasione speciale. Lasciatevi guidare in questa avventura culinaria che vi farà innamorare di un classico intramontabile.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione degli ingredienti
Iniziate tritando finemente la cipolla con un coltello ben affilato su un tagliere pulito. Questa operazione è fondamentale perché la cipolla dovrà sciogliersi completamente durante la cottura, diventando invisibile ma regalando il suo aroma delicato al condimento. Tagliate il prosciutto cotto a listarelle di circa mezzo centimetro di larghezza, cercando di ottenere pezzi uniformi che si distribuiranno armoniosamente nella pasta. Se utilizzate piselli surgelati, lasciateli scongelare a temperatura ambiente per circa dieci minuti, operazione che garantirà una cottura più uniforme.
2. Preparazione del soffritto
In una padella antiaderente capiente, fate sciogliere il burro a fuoco medio-basso. Quando il burro inizia a schiumare leggermente, aggiungete la cipolla tritata e fatela rosolare dolcemente per circa cinque minuti, mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno. La cipolla deve diventare trasparente e morbida, ma non deve assolutamente dorarsi o bruciare, altrimenti il sapore finale risulterebbe amaro. Questo processo si chiama imbiondire, una tecnica che consiste nel cuocere gli ingredienti fino a renderli traslucidi senza farli colorare.
3. Cottura della pasta
Portate a ebollizione abbondante acqua salata in una pentola capiente. Calcolate circa un litro di acqua ogni cento grammi di pasta e salate generosamente quando l’acqua bolle. Versate le penne rigate e cuocetele seguendo i tempi indicati sulla confezione meno due minuti, poiché completeranno la cottura direttamente nella padella con il condimento. Questa tecnica professionale si chiama mantecatura e permette alla pasta di assorbire tutti i sapori del sugo. Mescolate occasionalmente durante la cottura per evitare che la pasta si attacchi.
4. Preparazione del condimento
Mentre la pasta cuoce, aggiungete alla padella con la cipolla le listarelle di prosciutto cotto. Fatele rosolare per circa due minuti a fuoco medio, mescolando delicatamente. Il prosciutto deve scaldarsi e rilasciare i suoi aromi senza diventare secco o croccante. Aggiungete quindi i piselli e continuate la cottura per altri tre minuti, permettendo ai piselli di ammorbidirsi completamente. A questo punto versate la panna fresca liquida, mescolate bene e lasciate sobbollire dolcemente per circa cinque minuti, fino a quando la salsa si addensa leggermente.
5. Mantecatura finale
Abbassate il fuoco al minimo e aggiungete metà del parmigiano reggiano grattugiato alla salsa, mescolando energicamente per farlo sciogliere completamente. Grattugiate un pizzico di noce moscata direttamente nella padella, questo ingrediente magico esalterà tutti gli altri sapori senza sovrastarli. Scolate le penne rigate al dente conservando un mestolo di acqua di cottura. Trasferite immediatamente la pasta nella padella con il condimento e mescolate vigorosamente a fuoco vivace per circa un minuto, aggiungendo se necessario un po’ di acqua di cottura per rendere il tutto più cremoso. La pasta deve essere perfettamente avvolta dal condimento.
6. Impiattamento e rifinitura
Spegnete il fuoco e aggiungete una generosa macinata di pepe nero fresco. Mescolate un’ultima volta e distribuite le penne nei piatti individuali preriscaldati. Completate ogni porzione con una spolverata abbondante del parmigiano reggiano rimasto e, se desiderate, un’ulteriore macinata di pepe nero. Il calore della pasta farà sciogliere leggermente il formaggio creando una crosticina irresistibile. Servite immediatamente per gustare questo piatto nella sua massima espressione.
Il trucco dello chef
Per ottenere una consistenza ancora più vellutata, potete sostituire cinquanta millilitri di panna con altrettanto latte intero, rendendo il piatto leggermente meno calorico ma ugualmente cremoso. Se preferite una versione più ricca, aggiungete un tuorlo d’uovo sbattuto al condimento spento, mescolando rapidamente per evitare che si rapprenda. Un segreto dei grandi chef consiste nell’utilizzare prosciutto cotto di alta qualità, possibilmente artigianale, che farà la differenza nel risultato finale. Per chi ama i sapori più decisi, potete aggiungere qualche foglia di basilico fresco strappata a mano nell’ultimo momento, creando un interessante contrasto aromatico. Conservate sempre un po’ di acqua di cottura della pasta: è ricca di amido e rappresenta il segreto per legare perfettamente il condimento.
Abbinamento enologico perfetto
Questa preparazione cremosa e delicata richiede un vino bianco di media struttura che possa bilanciare la ricchezza della panna senza sovrastare i sapori delicati. Un Soave Classico del Veneto rappresenta la scelta ideale, con le sue note floreali e la sua freschezza minerale che puliscono perfettamente il palato. In alternativa, un Verdicchio dei Castelli di Jesi delle Marche offre una piacevole acidità e sentori di mandorla che si sposano magnificamente con il parmigiano. Per chi preferisce i vini più morbidi, un Chardonnay del Trentino-Alto Adige, leggermente affinato in legno, aggiunge complessità senza appesantire. La temperatura di servizio ideale è tra gli otto e i dieci gradi. Evitate vini troppo strutturati o rossi tannici che contrasterebbero con la cremosità del piatto.
Informazione in più
La pasta alla Montecarlo nasce negli anni Ottanta in Italia, periodo caratterizzato da una cucina che celebrava l’abbondanza e la ricchezza degli ingredienti. Il nome evoca il lusso e l’eleganza del principato monegasco, simbolo di raffinatezza e stile di vita sofisticato che in quegli anni affascinava profondamente gli italiani. Questa preparazione rappresenta perfettamente lo spirito culinario di quel decennio: ingredienti semplici ma di qualità, combinati in modo da creare un piatto scenografico e appagante. La ricetta si inserisce nella tradizione delle paste alla panna, molto popolari negli anni Ottanta insieme alla carbonara, alla boscaiola e alla panna e salmone. Il suo declino negli anni Novanta e Duemila coincise con l’avvento di una cucina più leggera e salutista, ma oggi la riscoperta delle ricette vintage sta riportando in auge questo classico intramontabile. Molti chef contemporanei la reinterpretano in chiave moderna, mantenendo però intatta la sua anima generosa e avvolgente.



